Mamma RAI !

Siamo proprio un popolo di pirla.

Questo, credo, sia ciò che pensano i direttori della Rai

infatti:

le reti sono farcite di programmi perlomeno discutibili, zeppi di gente che parla a vanvera e i programmi utili e intelligenti si propongono all'una di notte (probabilmente non sanno che la maggior parte degli italiani si alzano presto la mattina per andare al lavoro!);

pullulano di opportunisti a tutto spiano (basta che uno faccia una scorengia e Vespa lo invita per analizzare la sua flatulenza);

si invita in trasmissione gente molto discutibile: medium (se si voleva un medium bastava dirlo, c'è un casino di gente che l'avrebbe alzato più che volentieri e pure a gratis), pseudomaghi (tipo Otelma e altri remolazzi vestiti da spaventapasseri), spacciatori di puttanate (ultimo caso da Vespa, le sparapalle urlatrici venditrici di sale; comunque hanno ragione, il sale si scioglie!, nelle loro zucche s'è sciolto tutto, non ce n'è più un granello!) e opinionisti di varia natura delle cui opinioni non glie ne frega un emerito tubo a nessuno;

si guardano solo ed esclusivamente gli ascolti (se una cagata alza gli ascolti, si ricaga anche il giorno dopo);

pure i quiz a premi sono perlomeno ambigui (Bonolis tira pacchi a tutto spiano pigliandoci per il culo a manetta, perché non ce la siamo mica bevuta la storia del “vincitore per caso” analizzata da Striscia, uno dei pochi programmi intelligenti, ma di Mediaste, proposti ad un orario accessibile);

e noi, pirla, continuiamo a pagare il canone.

Considerazione: per lavorare in qualsiasi posto pubblico bisogna fare un concorso.

Domanda: perché non si fa un concorso anche per lavorare in Rai?