BI-DAY (Terza Parte)

Dopo aver gettato l'ultimo sguardo
sui tre laghetti alpini incastonati
nell'altopiano, si punta al baluardo

tre laghetti alpini ”: si trovano sul falsopiano del colle Pinter.

che s'eleva imperioso e rincuorati
da un caldo e brillante sole che scotta
le capocce svestite, incolonnati

marciam spediti seguendo la rotta.
La natura qui è quasi sparita
del tutto ma una giovane marmotta

è salita fin quassù e di sfuggita
l'osserviamo saltellare vivace
e libera tra i sassi, poi, sentita

la nostra presenza, spara un mordace
grido e via a manetta nella tana.
‘Sto posto è davvero bello, mi piace;

soli, lontano dalla bolgia umana,
ogni tanto fa bene, ti conduce
fuori dalla noia; quest'aria sana

ti satura i polmoni, riproduce
l'energia ed il morale smarriti
nella vita quotidiana e riduce

in modo drastico lo stress. Storditi
dalla fatica che comunque taglia
gambe e fiato, si continua impettiti

a macinare metri ma tartaglia
ormai il passo che calca la pista
da troppo tempo e quando la battaglia

si fa dura…è dura. “Ma, l'ho vista!,
eccola!” La bandiera del rifugio
scodinzola al vento per l'alpinista

quando la battaglia si fa dura ”: sono stato sul Testa Grigia cinque volte ed è sempre stata una mazzata tremenda ma n'è comunque sempre valsa la pena di subire.

che spossato s'infila nel pertugio
e trova un più che accogliente ristoro.
La visione ci slancia senz'indugio,

con l'agilità d'un vispo castoro,
sull'ultimo strappo e varcato il breve
tratto, una preghiera sale a coloro

che su codesto monte e in questa neve,
hanno concluso la vita terrena……..(continua)