BI-DAY (Seconda Parte)

Scalpitanti cominciam a salire

dal letto d’una larga gola chiusa
tra due pareti strarase di pini
e s’ascolta la natura che usa

piccole cose come gli uccellini,
lo scrosciar poderoso d’un torrente,
oppure un cerbiatto coi suoi piccini,

per infonder nel cuore quel latente
alito di pace che rasserena.
Per ora la fatica non si sente

ma siam solamente alla prima scena.
Passo dopo passo ci s’avvicina
al canalone che veloce mena

in quota e l’ora tardo mattutina,
comincia a far d’appetito un problema.
Non sghignazzo al pensier che la cucina

non dispenserà cibi di suprema
fattura ma offrirà soltanto quello
ch’ognun alla partenza, con estrema

cura, ha riposto assieme al fardello
di vestiti, nella bisaccia. Duro
quell’irto strappo, prima del ruscello

che corre libero in cima a un gran muro
e seziona per il lungo il pianoro.
Seguitiamo ad andar per il tratturo

quando ad un punto un unanime coro
di sospir segna l’ora tanto attesa.
Avido come un coyote divoro

il mio nutrimento ma sull’ascesa
ben saldo rimane il mio sguardo e miro
con rispetto una parete che appesa

pare alla volta celeste e respiro
sollevato al pensier che quel versante
fuor rimarrà dal tragitto del giro.

Resi gagliardi dalla ristorante
sosta, si riparte verso il traguardo
ch’ormai non sembra più così distante. …….(continua)