MEDAGLIE OLIMPICHE

Si parte l'otto otto col ciclismo,

c'è Davide, il vecchietto, e la Guderzo ,

ch'accendon pur di notte l'ottimismo;

sale Rebe al secondo e Tati al terzo.

 

In cattedra poi sal chi spara in cielo

ed i piattelli saltan senz'affanno;

D'Aniello fa secondo con Pellielo

ma la Cainero è sul più alto scranno.

 

All'oro quindi sale Quintavalle

che l'avversaria gira sulla schiena

e Minguzzi, omon da larghe spalle;

diverso il sesso ma stessa la lena.

 

La scherma, poi, l'assi a calar s'appresta,

Valentina, la pluricampionessa

fa coppia d'or con Teo e con lui fa festa;

diverso il sesso ma classe la stessa.

 

In vasca, quindi, la kermesse si sposta,

dove Fede ed Alessia han lor dimora,

anche se i maschi restano un po' in costa

affondati dal Kid di Baltimora.

 

Sul ring il medaglier non sta quieto,

con l'italian che saltan come grilli,

Cammarelle mette tutti al tappeto,

di Picardi e Russo l'altri sigilli.

 

Non ci scordiam dei dardi degli arcieri

e dei calci girati di Sarmiento,

che sommando quello dei canottieri,

aggiungon in bacheca un triplo argento.

 

Altre medaglie arrivano dal mare,

con Romero, rubato agli argentini

e chi meglio di tutti sa serfare:

l'eterna e inossidabile Sensini.

 

Un'altra donna che da sei rassegne

conquista podi con la sua pagaia

resta all'argento mentre l'or di spegne

per colpa dei millesimi: due paia.

 

L'ultime frecce sono le più lente

e marciano per ore fuori pista

prima di giunger nel catin rovente

d'Elisa ed Alex terren di conquista.

 

Soltanto il calcio è andato malino,

con l'altri sport di squadra che purtroppo,

rimangon giù pur dal terzo gradino,

ma, d'altro canto, ci sta qualche intoppo.

 

Dall'ellenica manifestazione

abbiam fatto qualche passo a ritroso,

ma avrem di nuovo a Londra l'occasione

di continuare il cammino glorioso.