IO SÌ CHE SONO UN CRITICO D’ARTE! (Seconda Parte)

Hola!, lo sapevo che avreste aperto anche questa pagina!, perciò contraccambio la fiducia. Beccatevi l’apoteosi delle cazzate!

Ne ho sentito uno che, addirittura, ci ha messo un quarto d’ora per descrivere un quadro (che io non appenderei nemmeno di fronte alla tazza del cesso) che consisteva in tre righe storte e un buco nella tela. Usava aggettivi di cui credo non ne sapesse neanche il significato. Il buco lo ha chiamato: “Foro, squarcio, apertura, fessura, buco calibrato, materia che esplode, esubero di sostanza”.
Ma cosa cacchio dici, pirlone!; aveva i maroni girati e ha scagliato il pennello sulla tela girato col culo!! Punto!!
Alla fine si è congedato con: “E’ un’opera devastante!”. Sì, come le minchiate che hai detto!!!

Un altro ci ha impiegato venti minuti per presentare un dipinto che evidenziava un graffito tipo grechina, come quelle che si facevano alle elementari a fondo pagina per chiudere l’argomento trattato. Sproloquiava veramente alla grande, in maniera talmente spettacolare che a confronto Vanna Marchi sembrava una benefattrice e il mago Otelma una persona intelligente.

Un altro ancora decantava la bellezza e il fascino di un quadro composto da 39 tubetti color argento, dapprima spremuti, poi, incollati, tutti belli in fila, su un supporto. “Signori, pensate, questo capolavoro costa solo 17.000 euro!”. PORCA EVA!!!, e si incazzava pure perché la prenotazione stentava ad arrivare!! Ma se è un prezzo bassissimo, perché non lo compri te, CRETINO!!!

L’ultimo, non certo per ordine di cazzate sparate, non ce l’ho fatta a seguirlo fino alla fine della sua performance, sono dovuto correre al cesso a vomitare; e v’assicuro che quello che ho prodotto era di gran lunga più raffinato ed artistico del quadro che stava presentando. Si trattava di un pastrugno, composto da scarabocchi monocromatici tondeggianti, come quelli che si fanno per vedere se la penna scrive; ora vi sottopongo l’analisi dell’illustre sparacazzate: “Grande linguaggio espressivo, questo grafismo, questo segno reiterato, questo tratto simbolico, questa stilizzazione del segno espresso nella maniera più compiuta, questo ghirigoro elaboratissimo, questa sua gestualità, questa manualità informale, questa intensa musica sinfonica, queste curve, questi vortici, questi movimenti a spirale, questo fluttuare delle rotondità, questa impronta molto grafica, questo tratto molto lavorato, molto segnato. Quadro di magnificenza unica, quaranta cm. per trenta, pastello su carta intelata; signori …, un vero gioiellino."
MA VAAAAAFFFFANCUULO!!!

Adesso capisco perché Sgarbi, quando è stato eletto in Parlamento, non ha fatto fatica ad imparare il politichese; essendo un critico d’arte, a sparar puttanate era già abituato!

Allora, avete capito;
quando si guarda un’opera d’arte bisogna sempre pensare che l’abbia fatta un grande artista, così si riesce ad apprezzare un manufatto che più che una scultura sembra un incidente a catena sull’autostrada del sole visto da un miope che ha dimenticato gli occhiali;
e si riesce ad ammirare un dipinto che per descriverlo bisogna avere una fantasia stratosferica;
la stessa che occorrerebbe per descrivere una bellissima nave da crociera parata a festa, da cento metri sotto il livello del mare;
oppure a rimanere affascinati davanti a un quadro che più che un disegno sembra il prodotto di una lavanda gastrica;
e si riesce ad ascoltare estasiati una canzone composta alla pianola Bontempi, quella con le note scritte sui tasti, avente un testo che pare scritto da un bimbo di quattro anni (tipo le canzoni di Britti, un grande chitarrista, una schifezza di paroliere).


Un’ultima cosa voglio dire a questi critici:
io non sono in grado di giudicare un’opera d’arte….…..,
ma
le cagate le riconosco a colpo d’occhio.