IO SÌ CHE SONO UN CRITICO D’ARTE!

Quando si guarda un quadro o una scultura,
quando si legge un articolo di giornale piuttosto che una recensione,
quando si ascolta un brano musicale,
quando ci si trova al cospetto di un’opera d’arte in genere,

per poterla apprezzare, bisogna sempre pensare che l’abbia prodotta un personaggio importante.
Perché ciò?
Avete mai assistito ad una televendita di quadri?

L’illustre critico d’arte, prima di giudicare una qualsiasi opera, si documenta sul suo creatore, poi, se quest’ultimo è un personaggio famoso, inizia a parlare dell’opera, esaltandone le qualità che soltanto lui vede e pur di rifilarti la ciofeca, che pare creata dalla mano di un cucciolo di orango, ti racconta un cisterna di cazzate.

Per esempio, per descrivere un quadro composto da strisce verticali di diversa tonalità di rosso: “Ammirate questa massa cromatica, questa sua capacità di raccontare il rosso!
Ma cosa cacchio vuol dire???, al massimo si può raccontare un “giallo”, ma un rosso!
Un rosso non si racconta!, al limite si beve!

Inoltre: “Notino la ricchezza di pigmento, l’incredibile frenesia nello stendere il materiale. Opera n. 24, venti cm per trenta, olio su tela
Ah!, assomiglia molto a un’opera che ho creato anch’io, ma con un’altra tecnica: cacca su foglie secche.

E anche: “Vedano questi colpi di spatola e di pennello inferti con un’estrema decisione!
Ecco!, se gli dava anche due colpi di cazzuola e uno di fratazzo era meglio!

Poi: “Un quadro che fa venire la pelle d’oca!
Senz’altro, ma devi essere in mutande a dieci gradi sotto zero!!

Ma c’è di più!, per spiegare una tela piena zeppa di scarabocchi, come quelli che si fanno quando si sta al telefono: “Questo artista ha una capacità innata di creare un’atmosfera che lascia senza fiato.
Beh!, cosa ci vuole?, anch’io riesco a creare quel tipo di atmosfera, basta mangiare due chili di fagioli borlotti!

E di seguito: “Questo artista ha lasciato dietro di se una scia da seguire
Avanti!, però, per questo basta anche solo mezzo chilo di fagioli borlotti!

E avanti con: “Questa è un’opera straordinaria, da fantascienza!
Eh, Certo!, non si capisce un’emerita mazza! A proposito… sei sicuro di non averla appesa al contrario?

Poi ancora: “Più aspettate ad acquisire queste opere, più andrete a pagarle poi!
Perché?, non me l’ha mica ordinato il dottore di comperarle!

E poi parte con: “Opera n. 35, un metro per ottanta cm., olio su tela, opera di grande spessore!
Beh!, non direi!, ha molto più spessore un “olio su granito”!

E continua con: “Guardate in che modo tratta il colore, con queste soffusioni cromatiche, queste alchimie di colore, questa luminosità estrema, questa vivacità portata all’esasperazione!
Vai, vai, che mi stai convincendo; quasi quasi lo compro!

Oppure: “Signori, sono prezzi davvero ridicoli; ricordo che quattro o cinque anni fa vi vendevamo a due-tre milioni opere che ora valgono trenta-quarantamila euro, vi abbiamo ceduto a quindici-venti milioni quadri che ora costano centocinquanta-duecentomila euro!
Beh, se è vero quello che dici, io non farei tanto il figo, perché vorrebbe dire che sei un pessimo investitore e ci hai smenato un casino di quattrini; quindi, per piacere, non suggerire a me come devo investire i miei soldi!, le ciulate le so prendere anche da solo, grazie!!

E ancora: “Notate questi tratti grafici inconsueti, questa ritmica espressiva; la sua sensibilità è disarmante!
Ah!, quello che usano i muratori!, il disarmante, della Mapei; ma …....per legno o per ferro?

Dopo: “Guardate questa sua capacità di stendere il colore, senza nessun tipo di sgocciolatura!
Minchia!, che figo!, è riuscito a non sbrodolare??

Infine: “Non fatevi sfuggire questa occasione, questo grande affare!
Certo!, sono convinto che sia un affare, ma per chi?, per te o per il boccalone che se la porta a casa!!
Maaaa vaaaa a ciapà i ratt!!

(Non è ancora finita, anzi, ho appena cominciato; assolutamente da non perdere la seconda parte che è, come dice Oriano Ferrari: ”Uno spetacolo!!”).